MIRKO VUCINIC-ELOGIO ALLA DISCONTINUITÀ


History Player / 9 Maggio 2019

Il mondo del calcio è pieno di storie riguardanti calciatori che sarebbero potuti essere dei campioni assoluti, ma si sono fermati a metà strada senza spiccare il salto decisivo. Nella categoria degli “eterni incompiuti” un posto di primo piano è occupato da Mirko Vucinic.
Dotato di una gran classe Vucinic giocò principalmente da attaccante esterno e, all’occorrenza, da prima punta scrivendo pagine importanti in Italia con le maglie di Roma e Juventus senza però mai consacrarsi definitivamente.

-Gli inizi in Montenegro e gli anni in Puglia
Nasce il 1° ottobre del 1983 a Niksic, in Montenegro, e cresce nelle giovanili del Sutjeska mostrando subito di essere un talento. Nel 1999 esordisce in prima squadra divenendo il più giovane giocatore del campionato serbomontenegrino. Chiude la stagione con 4 gol in 9 presenze.
Le sue prestazioni vengono notate da Pantaleo Corvino che, nel 2000, lo porta al Lecce. Resterà in Puglia sino al 2006 scrivendo pagine molto importanti nel club leccese. La sua stagione migliore è quella del 2004/05. Il Lecce concluderà l’anno in undicesima posizione e Mirko si renderà protagonista con 19 gol in 28 presenze divenendo il miglior marcatore della squadra pugliese in un singolo torneo.

-La Roma tra trofei e scudetti mancati
Il 30 agosto 2006 Mirko passa alla Roma. Resterà nella capitale fino al 2011 mettendo a segno 46 reti in 147 presenze.
Il primo gol in giallorosso arriva il 28 gennaio 2007 in casa contro il Siena e il 4 aprile arriva anche la prima rete in Champions League che vale la vittoria contro il Manchester United nell’andata dei quarti di finale.
La stagione si conclude con la conquista della Coppa Italia e quella successiva si apre con il trionfo in Supercoppa italiana contro l’Inter.
Mirko diventa un punto fermo della Roma che sfiorerà lo scudetto anche grazie ai suoi 9 gol e che vincerà la seconda Coppa Italia consecutiva.
La stagione migliore in giallorosso è quella 2009/10. La Roma andrà di nuovo ad un passo dallo scudetto e Vucinic segnerà 14 gol.
La sua ultima stagione in giallorosso è caratterizzata da prestazioni altalenanti che lo fanno uscire spesso tra i fischi.

-Gli scudetti alla Juventus
La storia con la Roma non finisce nel migliore dei modi e, il 1°agosto 2011, passa alla Juventus. A Torino rimarrà per 3 stagioni segnando, però, solo 21 gol in 75 presenze. In questi anni contribuisce alla rinascita dei bianconeri che, dopo anni di anonimato, riescono a vincere lo scudetto per 3 anni di fila e 2 volte la Supercoppa italiana.
Il 31 agosto 2013 realizza il suo 100esimo gol nei campionati professionistici italiani, ma concluderà la stagione con solamente 2 gol e 12 presenze. Si fa male al ginocchio e rimane fermo per più di un mese. Fino al “fattaccio” del mercato di gennaio: Juventus e Inter si accordano per lo scambio Guarin-Vucinic. Mirko svuota il suo armadietto e saluta i compagni. Ma non si sono fatti i conti con i tifosi interisti, che inscenano una vera e propria insurrezione: lo scambio salta. Mirko torna a Torino, ma sa che bisogna solo aspettare la fine del campionato per poter cambiare aria.

-Fine carriera e rimpianti
Nell’estate del 2014 si trasferisce al club arabo dell’Al-Jazira dove, nel 2017, concluderà la carriera da calciatore professionista.
Si conclude così la storia calcistica di un giocatore che ha lasciato il segno in ogni squadra in cui ha giocato, ma ha anche lasciato tutti con l’amaro in bocca. A Lecce, Roma e Torino ha sempre alternato grandissime prestazioni ad altre abuliche in cui era più dannoso che utile.
La sua carriera è sempre rimasta in sospeso, ferma nell’aria, in attesa di un definitivo salto di qualità che non è arrivato mai.

Mirko Vucinic, il calciatore in pantofole.