ANDRIY SHEVCHENKO – L’USIGNOLO DI KIEV


History Player / 25 Luglio 2019

Andriy Shevchenko è una delle leggende del Milan, della Dinamo Kiev e del calcio mondiale. Detto l’usignolo di Kiev o, più semplicemente, Sheva è un attaccante completo in grado di trovare con una facilità impressionante la via del gol. Dotato di grande intelligenza nella sua carriera ha segnato in ogni modo: di destro, di sinistro, di testa e battendo punizioni e rigori. Un incubo per i difensori che se lo trovavano davanti poiché tecnicamente completo, veloce e potente.
Tra club e nazionale ha disputato 832 presenze e messo a segno 402 reti, 48 delle quali con la nazionale che fanno di lui il miglior realizzatore nella storia dell’Ucraina.

Shevchenko usignolo di Kiev

– L’usignolo di Kiev e il colonnello

Andriy Shevchenko nasce il 29 settembre 1976 in un villaggio nei pressi di Kiev. In seguito all’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl è costretto ad allontanarsi da casa per diverso tempo assieme alla sua famiglia.
Una volta tornato a casa si avvicina al mondo del calcio e, all’età di 10 anni, viene selezionato dagli osservatori della Dinamo Kiev. Alla Dinamo viene preso sotto l’ala protettiva di Valeriy Lobanovskyi detto il “colonnello” che lo forgia come calciatore e come uomo.
Esordisce con la prima squadra della Dinamo nel 1994 e, nella stagione 1994/95, sarà il capocannoniere della Coppa d’Ucraina con 6 reti. Sheva segna gol a raffica e la sua crescita è esponenziale fino ad arrivare alla sera del 5 novembre 1997. La Dinamo Kiev schianta il Barcellona al Camp Nou per 0-4 e Shevchenko mette a segno una tripletta nei primi 45 minuti. Il giovane Shevchenko ora non può più nascondersi ma la Dinamo Kiev inizia a stargli stretta.
Nelle due stagioni successive continua a segnare a raffica. Si laurea capocannoniere della Champions League e della Coppa d’Ucraina nel 1997/98 arrivando terzo nella graduatoria del Pallone d’oro nel 1999.
L’usignolo è pronto a spiccare il volo.

– Dall’Ucraina alla Scala del calcio

Nel maggio del 1999 Shevchenko compie il grande salto diventando l’attaccante del Milan. Con il club rossonero resterà per sette stagioni in cui vincerà praticamente tutto. Sin da subito Sheva non sembra sentire la pressione che dovrebbe avere un attaccante del Milan ma, al contrario, più la partita si fa difficile più è decisivo. Alla sua prima stagione col Milan è capocannoniere della Serie A con 24 reti ma i rossoneri non vincono nessun trofeo, questa sarà una costante delle prime tre stagioni di Sheva al Milan. Segna 80 gol in 132 presenze ma non riuscirà a portare nessun trofeo nella bacheca milanista.
Nelle stagioni 2001/02 e 2002/03 la media realizzativa dell’attaccante ucraino crolla ma aumenta il peso specifico dei suoi gol. Segna, infatti, solo 27 reti nelle due stagioni, molte delle quali risulteranno decisive per i trionfi rossoneri. In questi anni il Milan conquisterà tre trofei: Coppa Italia, Champions League e Supercoppa Uefa. Entrambe le finali europee sono decise da un gol dell’attaccante ucraino. In Supercoppa Uefa una sua rete affossa il Porto e in Champions League segna il rigore decisivo contro la Juventus.

Sheva, l'usignolo di Kiev

– Il tetto del mondo e un lento declino

La stagione 2003/04 è l’apice della carriera di Sheva in cui torna a segnare con regolarità: con le sue 24 reti diede un contributo fondamentale per lo scudetto del Milan. Vince la classifica cannonieri della Serie A per la seconda volta e, nell’agosto 2004, schianta la Lazio in finale di Supercoppa italiana con una tripletta. Al termine del 2004 arriva il premio individuale più importante di tutti: il Pallone d’oro. È il punto più alto della sua carriera, il coronamento di un percorso che lo ha visto essere decisivo in ogni finale giocata. L’anno seguente il Milan tornerà in finale di Champions League, ma stavolta Sheva sarà decisivo in negativo. Ad Istanbul il Liverpool rimonterà tre gol di svantaggio e si va ai rigori. Stavolta Sheva sbaglierà il rigore decisivo consegnando la coppa dalle grandi orecchie ai Reds.
Con il Milan non vincerà più nulla e, nel 2006, si trasferirà al Chelsea. Rimane con i Blues solo per due stagioni senza lasciare il segno.
Nel 2008 torna al Milan e nel 2009 l’usignolo ritrova la via di casa, la Dinamo Kiev. Giocherà le ultime tre stagioni da professionista in Ucraina per poi appendere gli scarpini al chiodo nel 2012.

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